venerdì 21 marzo 2008

Chi siamo?

Elaborato presentato al corso di Teorie del Colore, Università IUAV di Venezia, docente Roberto Casati.


Giuditta Ambrosini;

Eugenia Delfini;

Enrico De Napoli;

PROGETTO: LA VISIONE CROMATICA DEGLI ANIMALI

Questo progetto nasce dalla curiosità di studiare e capire come gli animali percepiscono i colori
rispetto agli esseri umani.
Nella prima fase della nostra ricerca abbiamo analizzato la visione cromatica di diverse specie di mammiferi, rettili e insetti e traendo delle conclusioni generali abbiamo scoperto che i mammiferi rispetto agli uomini sono daltonici, che i rettili e gli anfibi hanno un "visore termico", che i volatili vedono dei colori in più di noi e infine che alcuni tipi di talpe e di pipistrelli sono ciechi e si muovono grazie agli ultrasuoni. Sarebbe stato molto interessante poter mostrare quali colori in più rispetto a noi percepisce il piccione o la farfalla che addirittura è sensibile alla luce ultravioletta, ma non potendoli rappresentare abbiamo scelto di occuparci di quei animali che presentano rispetto a noi dei deficit cromatici: il gatto, il cane e il cavallo.
Nella seconda fase del nostro lavoro abbiamo approfondito i dati inerenti la visione dei tre animali, abbiamo pertanto analizzato la struttura degli occhi, il campo visivo, la messa a fuoco, il tipo di colori che sono in grado di esperire e il modo in cui vedono di notte.

Infine, abbiamo modificato in photoshop un’immagine di un paesaggio in base al modo in cui il gatto, il cane e il cavallo l’avrebbero percepita: la foto risulta ogni volta diversa perché mentre il gatto vede il blu, il giallo e il verde, il cane è capace di riconoscere solo il blu-viola e il giallo e il cavallo infine ha un apparato visivo che gli permette di distinguere il giallo e il verde molto squillanti e il rosso e il blu come sbiaditi.

Gatto



SCHEDA TECNICA DEL GATTO

Campo visivo: di 210 gradi (contro i 180 – 190 gradi dell’uomo).

Visione cromatica: sembra che il gatto sia in grado di vedere i colori blu, giallo e verde ma non i colori rosso, arancione e marrone: ha dunque dei coni maggiormente sensibili alla lunghezza d’onda che va dai 460 ai 570 nm ma non possiede coni ricettivi alla lunghezza d’onda tra i 590 e i 680 nm.

Visione notturna: il felino è capace di vedere in condizioni di scarsissima luce. Questo fenomeno è dovuto al fatto che la retina del gatto è formata da un numero maggiore di bastoncelli (le cellule nervose delegate alla visione in bianco e nero) rispetto a quello degli altri animali ed al fatto che il gatto possiede dietro la retina un tessuto che fa da specchio naturale che si chiama tapetum lucidum (tappeto lucido) che riflettendo la luce dispersa verso l'occhio, recupera il fascio luminoso verso la cellula nervosa così da permettergli una maggiore sensibilità in semi-oscurità. Inoltre, la cornea, la pupilla e il cristallino, sono molto sviluppati e in grado, perciò, di ricevere più luminosità.

sitografia:
http://www.ilmiogatto.net/come_vede.htm
http://www.gatto-web.com/index.php/La-morfologia-del-gatto.htm

Cane



SCHEDA TECNICA DEL CANE

Campo visivo: di 250 gradi; in media nei cani gli occhi deviano di 20 gradi lateralmente mentre nell’uomo sono diretti in avanti.

Visione cromatica: sembra che lo spettro visivo dei colori nei cani sia diviso in due tonalità (dicromia): una che va dal violetto al blu-violetto, che viene vista probabilmente come blu, e una che va dal verde al giallo, che viene vista probabilmente come giallo. Il cane presenta dunque due tipi di coni: un tipo maggiormente sensibile alla lunghezza d’onda da 420 a 480 nm definita del blu-violetto, un secondo tipo sensibile alla lunghezza d’onda da 530 a 570 nm, del verde-giallo. I cani sono pertanto incapaci di distinguere le tonalità del rosso e dell’arancione che misurano tra i 590 e i 670 nm che vengono interpretate come sfumature dal bianco al grigio.

Visione notturna: uno studio indica che i cani sono più abili nel differenziare le sottili sfumature di grigio rispetto agli umani; ciò dovrebbe essere vantaggioso nell'aumentare la discriminazione visiva in condizioni di luce bassa, quando la poca luce è comunque in grado di stimolare i coni.

sitografia:
http://www.eyevet.org/

http://www.unipr.it/arpa/facvet/annali/1999/dodi/dodi.htm

Cavallo



SCHEDA TECNICA DEL CAVALLO

Campo visivo: di 340 gradi, ciò gli comporta una visione monoculare destra ed una sinistra molto ampie. Durante la visione binoculare invece, (con entrambi gli occhi contemporaneamente) il cavallo presenta due coni d'ombra situati frontalmente e posteriormente, il frontale ha una profondità di circa un metro, il posteriore di circa tre.
L' occhio del cavallo funziona come lente bifocale: vede bene da vicino con la parte bassa dell’occhio e, quando alza lo sguardo, può vedere un oggetto lontano con la parte alta dell’occhio.

Visione cromatica: la ricerca ha dimostrato che i cavalli reagiscano molto bene ai gialli e ai verdi (probabilmente sono percepiti in maniera simile, differenziati dalla tonalità chiara del giallo e da quella un po’ più scura del verde) e successivamente al blu e al rosso che percepiscono come sbiaditi. Il cavallo presenta dunque coni sensibili alla lunghezza d’onda che va dai 470 nm del blu ai 670 nm del rosso ma mentre riconoscono bene la lunghezza d’onda dei gialli-verdi che va dai 530 ai 580 nm, colgono come tonalità di grigio quella del blu che va dai 466 ai 482 nm e quella del rosso che sta tra i 621 e i 680 nm.

Visione notturna:
La visione notturna del cavallo è superiore del 50% rispetto a quella dell'uomo.

Sitografia:
http://www.animalinelmondo.com/animali/print.php?NewsId=1083 http://www.arabitalia.com/medicina/vista.html http://www.correrenelverde.com/cavalliecavalieri/pratica/vistacavallo.htm